19 settembre 2009
La vicenda dell’Ospedale di Tinchi va inserita in una più ampia discussione relativa alla riorganizzazione del servizio sanitario, in termini di qualità, efficienza e ottimizzazione della spesa e non può essere strumento per calcoli elettoralistici e posizionamenti interni alle forze politiche locali.
L’offerta sanitaria va intesa globalmente, considerando che il progresso scientifico e tecnologico garantisce una continua deospedalizzazione delle prestazioni riservando la degenza a problematiche cliniche che richiedono riferimenti di eccellenza.
In questo quadro si inserisce la riorganizzazione della rete ospedaliera e dei distretti in Basilicata, analogamente ad altre regioni italiane.
Pensare che sanità sia essenzialmente ospedale e posti-letto con le tradizionali prestazioni è anacronistico rispetto alle nuove opportunità create dalla ricerca e rivendicare la mera conservazione dell’esistente è indice di miopia e non utile alla comunità dei pazienti/utenti.
Attaccare in maniera preconcetta e strumentale chi ha garantito a questa Regione una sanità autosufficiente e di qualità è inaccettabile e disturba un serio confronto sul destino dell’ospedale e della sanità sul nostro territorio.
Non appartiene a una classe dirigente seria diffondere informazioni inesatte e allarmistiche soprattutto in riferimento a problematiche serie e delicate. Il rispetto dovuto ai cittadini impone di supportare le dichiarazioni pubbliche con dati quanto più possibile circostanziati.
A proposito del “Distretto della Salute” ( si consulti l’atto aziendale al punto 3 del capitolo 5 reperibile presso il sito http://www.asmbasilicata.it/direzione/atto.htm), ad esempio, riteniamo che le informazioni diffuse attraverso un documento redatto da alcuni esponenti del centro-destra locale siano assolutamente inesatte evidenziando un difetto di approfondimento da parte degli autori. L’allocazione del Distretto della Salute nel nostro ambito territoriale rappresenterebbe una rivoluzione nella prestazione socio-sanitaria. Non solo un contenitore di uffici amministrativi, ma una sede destinata, tra l’altro, alla medicina specialistica e alla organizzazione e gestione della medicina territoriale, a vantaggio, soprattutto, dei cittadini più deboli. Dobbiamo chiedere con forza alle istituzioni di andare con convinzione e celermente in tale direzione e garantire al meglio i servizi previsti, evitando contenitori vuoti.
Noi siamo per una sanità snella, accessibile, efficace e, per quanto possibile, territoriale e vogliamo lavorare per ottimizzare le opportunità attraverso proposte e soluzioni compatibili con le nuove necessità. Non ci tocca né interessa la demagogia di chi, secondo una visione vecchia e miope del protagonismo, che tanto ha nuociuto alla nostra comunità, intende costruire fortune politiche intorbidendo le acque. Ci viene in mente una “boutade” di inizio mandato del vice-sindaco, che aveva immaginato una convenzione con l’Università di Roma nell’ipotesi che rispettabili specialisti di rango potessero sovraintendere alle attività cliniche presso l’ospedale di Tinchi, relegando i nostri tanti, seri e bravi professionisti, a ruoli marginali. Una idea di tutoraggio alquanto distante dalla formazione continua dei professionisti e dall’interesse della comunità locale. Altro è sviluppare una seria integrazione tra autorevoli istituti specialistici (come la Fondazione Stella Maris) e strutture locali, utile a garantire sanità di eccellenza, dando visibilità e centralità al territorio che ne trarrebbe vantaggio anche in termini occupazionali ed economici.
La sanità è il più complesso ed articolato capitolo della programmazione politica e non può essere assoggettata a pressioni demagogiche. Gli amici e sostenitori distratti di chi vuole che ogni Regione provveda con proprie risorse all’intera spesa sanitaria, dimenticano che la latitanza di una politica seria e di una adeguata programmazione rischierebbe di far saltare il sistema anche in una regione come la Basilicata, che finora è riuscita a garantire sanità pubblica ed efficiente a tutti i cittadini, grazie alla oculatezza e alla intelligenza dei suoi amministratori. Il vero attacco alla sanità pubblica e ai servizi, soprattutto nelle regioni meridionali, viene portato dalle scelte del governo Berlusconi in materia di federalismo fiscale. Noi siamo per un federalismo solidale. In uno stato democratico e di diritto, quale quello che viene sancito dalla Costituzione Italiana, le Regioni devono essere inserite in una rete di mutuo soccorso che possa garantire pari opportunità di accesso ai servizi a tutti i cittadini, indipendentemente dal censo e dalla Regione di provenienza.
Allora, bando al populismo, lavoriamo insieme su proposte serie e condivise, sostenendole con forza, per il bene della comunità!
Partito Democratico
Pisticci e Marconia

